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Paragrafo   2   .   Una   nuova  ondata  di   protesta   giovanile   e
l'intensificazione del terrorismo.

L'avvio  della  solidariet  nazionale fu accompagnato  dalla  ripresa
della protesta giovanile. Sul piano economico-sociale, essa ebbe  come
cause  di fondo la permanenza di condizioni di disagio nelle scuole  e
nelle  universit e l'assenza di prospettive occupazionali. Il fattore
scatenante, per, furono proprio i nuovi equilibri politici;  infatti,
la  collaborazione  tra la DC e il PCI e l'accettazione  da  parte  di
quest'ultimo e dei sindacati della politica di austerit,  uniti  alla
crisi   della   sinistra  extraparlamentare,  causarono  delusione   e
disorientamento  che  spinsero verso la  ricerca  di  nuove  forme  di
aggregazione  e  di lotta. Ebbe cos origine un complesso  mosaico  di
comitati,  circoli e collettivi, formati da giovani operai, lavoratori
precari,  studenti,  disoccupati, ex militanti dell'estrema  sinistra,
che   dettero   vita  al  cosiddetto  "movimento  del  Settantasette".
L'occasione  che  caus  l'inizio di una nuova  ondata  di  agitazioni
furono  i  propositi di riforma del ministro della pubblica istruzione
Franco  Maria  Malfatti.  A partire dal febbraio  1977  molte  facolt
universitarie  furono  occupate  dagli  studenti.  Il  controllo   del
movimento  venne presto assunto dall'ala pi oltranzista  e  violenta,
che  faceva  capo  ad  autonomia operaia, sorta  nel  1973  e  formata
soprattutto  da  ex  aderenti  a potere operaio:  in  molte  citt  le
manifestazioni  degenerarono  in scontri  con  le  forze  dell'ordine,
incendi,   assalti  a  negozi,  lanci  di  bottiglie   incendiarie   e
sparatorie,  che  provocarono numerosi feriti e morti.  Alla  fine  di
settembre  a  Bologna  si svolse un convegno  nazionale  di  tutto  il
movimento,  nel  corso  del  quale tra le  varie  componenti  emersero
divisioni  tali  da rendere impossibile l'adozione  di  una  strategia
comune.  Segu  una rapida dissoluzione: molti abbandonarono  l'azione
collettiva;  tra  quelli che proseguirono prevalsero gli  autonomi  ed
alcuni passarono nelle file del terrorismo.

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L'avvicinamento  del  PCI  all'area di governo  ebbe  come  drammatico
sfondo  l'intensificazione della criminalit  politica.  Un  complesso
intreccio  di  formazioni  e  di sigle,  diverse  per  orientamento  e
strategia,  ma  accomunate dalla volont di interrompere  l'evoluzione
democratica  del  sistema  politico,  si  resero  responsabili  di  un
crescendo  impressionante di attentati, sequestri,  scontri  a  fuoco,
ferimenti,  rapine  e  uccisioni. Alle BR  e  ai  NAP  (nuclei  armati
proletari)  si  aggiunsero vari altri gruppi  clandestini  di  estrema
sinistra ed una diffusa area di fiancheggiatori. Bench l'adozione  di
misure eccezionali consentisse la cattura di un consistente numero  di
terroristi,  nel solo 1977 vennero compiuti 287 attentati, rivendicati
da   77   formazioni  diverse,  ai  danni  di  poliziotti,   dirigenti
industriali,  magistrati, uomini politici e  giornalisti,  che  spesso
restarono uccisi.
I  gruppi neofascisti entrarono in collegamento con bande di criminali
comuni, con la mafia e con la loggia massonica Propaganda 2, nota come
P2,  che,  guidata da Licio Gelli, aveva elaborato un vero  e  proprio
progetto  per  un  governo  autoritario del  paese.  Continuavano  nel
frattempo le deviazioni dei servizi segreti, nonostante le innovazioni
introdotte  da  una riforma varata nel luglio del 1977 allo  scopo  di
sottoporli al controllo delle istituzioni.
